Dall'etica di impresa all'economia circolare


Il modulo mira ad approfondire le opportunità e le difficoltà che le aziende incontrano nel rispondere alle domande dei consumatori chiedono maggiore trasparenza riguardante le pratiche etiche e la sostenibilità dei prodotti e servizi  offerti.. La sfida è scoprire quanto e se la normativa e le pratiche aziendali tutelano il consumatore, facilitandogli l’accesso a informazioni emodelli di consumo sostenibili.

I principali argomenti: Ecologia e sostenibilità ambientale; Consumo consapevole e crescita economica; Il ruolo degli standard nell'etica e nell'economia circolare; Etica, CSR e comunicazione della sostenibilità: informazioni finanziarie e sviluppo analisi ESG; La sostenibilità dei modelli di consumo.

mercoledì 15 novembre 2017
Altroconsumo, via Valassina 22
20159 Milano (MI)

Introduzione Diritto dei consumatori

Ecologia e sostenibilità ambientale

Consumo consapevole e crescita economica

Economia circolare e standard etici

  • Orario inizio

    15.45

    Marino Melissano

    Consulente nel settore chimico-merceologico e formazione
  • Abstract

    Dopo aver chiarito il significato di norma e di standard verranno analizzate la differenza e la correlazione tra standard e leggi. Tra normazione tecnica e legislazione esiste, infatti, un rapporto stretto, ma anche complesso. Uno dei grandi valori della normazione sta nella sua funzione di supporto alla legislazione. 
    La storia degli standard è collegata alla loro etica. E questa, oggi, è collegata all’economia circolare, ovvero a un sistema economico che si può rigenerare da solo. Rigenerazione, riciclo, riuso. Tanti “ri”, che non devono rimanere solo prefissi, ma entrare nella pratica e negli standard.

La sostenibilità dei modelli di consumo

  • Orario inizio

    16.15

    Luisa Crisigiovanni

    Segretario generale dell'associazione Altroconsumo
  • Abstract

    Lo spreco di quantità eccessive di energie e materie prime sta portando a conseguenze significative per l’ecosistema. Questo significa che per continuare ad avere un’aria respirabile ed evitare la desertificazione dovremo rinunciare a mangiare carne, usare l’aereo e l’auto ed usare solo energia rinnovabile? Forse no, ma i cambiamenti climatici impongono una riflessione su chi debba pagare il prezzo delle conseguenze negative di scelte di consumo e vita non più sostenibili per l’ambiente e non solo. I consumatori hanno la responsabilità di consumare meglio, favorendo fornitori di beni e servizi capaci di coniugare etica e profitto.  
    Grazie all’economia circolare il danno all’ambiente potrebbe essere ridotto grazie ai miglioramenti nella durata del prodotto, al suo riuso, alla sua riparabilità, al riciclo. Alcuni scienziati ritengono che grazie alla tecnologia attuale si potrebbe produrre usando un decimo delle materie prime ed un terzo dell’energia primaria.

Esperienze di consumo collaborativo

  • Orario inizio

    17.30

    Davide Arcidiacono

    Ricercatore in Sociologia Economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  • Abstract

    Quando parliamo di economia della condivisione ci riferiamo soprattutto a  forme di interazione tra pari (B2B o C2C), che hanno portato ad un rinato protagonismo di forme di scambio che hanno sempre convissuto con lo scambio di mercato. Ciò che è cambiato è la forza abilitante generata proprio della nuove tecnologie digitali che permetterebbe di superare quei limiti spaziali e culturali che relegavano queste forme di transazione e reciprocità alle cerchie primarie di appartenenza (i parenti, i vicini di casa, gli amici, ecc.). L’intervento approfondisce proprio il tema della pluralità delle pratiche di consumo che si sviluppano all’ombra del concetto-ombrello di sharing economy e ne evidenzia opportunità e limiti sulla base di casi di studio ed evidenze di ricerca. 

     

Conclusioni: dall’etica alla CSR. La comunicazione delle informazioni non finanziarie e l’analisi ESG

  • Orario inizio

    18.00

    Alessandra Tami

    Professore Ordinario di Bilancio, Facoltà di Economia, Università Milano Bicocca
  • Abstract

    I cittadini, come risparmiatori e investitori, devono poter valutare i rischi dell’investimento, non solo in termini finanziari, ma anche tenendo conto dell’impatto dell’azienda sul territorio. 
    La necessità di avere informazioni sui rischi ambientali, sulle ricadute sulla comunità di riferimento, di comprendere se la direzione dell’azienda sarà in grado di affrontare scenari sempre più instabili sono alla base dello sviluppo dei modelli di analisi ambientale, sociale e di governance (ESG). 
    Anche le Autorità di tutela del mercato richiedono alle aziende una comunicazione trasparente su queste informazioni “non finanziarie".