Pagare con il credito telefonico

Pagare con lo smartphone? È possibile attingendo al credito che normalmente ci serve per telefonare, navigare o mandare messaggi. Di questo si occupa anche una norma esplicita della PSD2 (direttiva UE 2015/2366) recepita col Dlgs. 218/2017 entrato in vigore il 13 gennaio 2018.
  • Gli importi
  • Gli importi

    La norma consente di addebitare operazioni di pagamento nella propria fattura telefonica o nel conto prepagato a condizione che il valore di ciascuna operazione non superi 50 euro e che il valore complessivo delle operazioni stesse non superi 300 euro al mese.
  • Per quali acquisti
  • Per quali acquisti

    Si può pagare con il credito telefonico solo per acquistare contenuti digitali e servizi a tecnologia vocale (ad esempio app, musica, video, etc). Oppure per effettuare erogazioni liberali destinate agli enti del terzo settore (beneficienza), o ancora per comprare biglietti relativi esclusivamente alla prestazione di servizi (per esempio i biglietti di trasporto urbano). In molte città d’Italia, tra cui Milano, Genova, Firenze, è possibile comprare i biglietti di trasporto urbano con un sms: gli importi vengono addebitati sul conto telefonico.
  • Se qualcosa va storto
  • Se qualcosa va storto

    Visto che questi servizi non sono soggetti alla direttiva PSD2, possono essere effettuati anche da chi non è un istituto di pagamento, cioè da qualunque consumatore. Il che significa che questo tipo di operazioni non ha le tutele previste per i servizi di pagamento (per esempio la tutela in caso di furto/smarrimento del dispositivo previsto invece per le carte). Dunque nel caso di errori o doppi addebiti, bisogna contestare la bolletta telefonica proprio come se fosse una contestazione per servizio non richiesto e doppia tariffazione. Non è possibile neppure appellarsi all’Arbitro bancario e finanziario, ma si devono fare le contestazioni verso la compagnia telefonica e quindi tramite Corecom.